sabato 18 aprile 2015

Dalla Croce del Pratomagno fino all'Uomo di Sasso

La Croce del Pratomagno
Il Pratomagno è un massiccio montuoso dell'alta Toscana che separa il Valdarno Superiore da quello Inferiore distaccandosi dalla catena appenninica principale in corrispondenza del Monte Falterona. Lungo approssimativamente trenta chilometri e largo dieci, è contraddistinto da una sequenza di cime tondeggianti dalla quota relativamente elevata - 1592 metri nel punto più alto - e dalla diffusa presenza di pascoli nella parte superiore che creano un "prato" quasi ininterrotto che si estende per diversi chilometri del crinale. A quote inferiori il massiccio è coperto prevalentemente da foreste di castagni, querce e faggi, con l'eccezione della zona di Vallombrosa, famosa per le sue abetaie.
Il crinale dalla Croce verso l'Uomo di Sasso
In corrispondenza del punto più alto del gruppo montuoso dal 2 settembre 1928 si erge una grande croce modulare in ferro, alta circa 20 metri, che prende il nome di Croce del Pratomagno. E' stata restaurata nel 2013, con la creazione intorno al monumento di una "zona di rispetto" dotata di panchine e di pannelli esplicativi, dedicati a illustrare il panorama circolare davvero notevole che nelle giornate più serene permette alla vista di spaziare dalle cime più vicine dell'Appennino Settentrionale alle Alpi Apuane, al monte Cinto in Corsica, fino a raggiungere - a 250 km di distanza verso sud - la mole rocciosa del Corno Grande del Gran Sasso.
La Croce da sotto
Vista dal Monte Pianellaccio
Una delle passeggiate più panoramiche che si possano fare sul Pratomagno è certamente quella che partendo dalla strada sottostante alla Croce - in corrispondenza del sentiero CAI 21 che sale da Rocca Ricciarda - porta alla vetta dell'Uomo di Sasso, seguendo poi il sentiero di crinale 00 in tutti i suoi saliscendi. Andata e ritorno sono in tutto 12 km con circa 600 metri di dislivello non troppo faticosi, fatta eccezione per la ripida rampa iniziale che porta alla Croce.
L'Uomo di Sasso
 L'Uomo di Sasso è una delle cime più alte del gruppo, con i suoi 1537 metri. Deve il suo nome o a una roccia dal profilo umano non bene identificata o più probabilmente a un cumulo di pietre di forma troncoconica, assimilabile per la forma a un "ometto" di sassi sul tipo di quelli usati per segnalare i sentieri ma di dimensioni assai maggiori, collocato quasi in cima a quota 1523 metri. 
Dettaglio delle pietre dell'"ometto"
In origine sembra che l'"ometto" raggiungesse l'altezza di 3 metri e fosse strutturato come una sorta di edificio conico di pietre. Danneggiato da ignoti nel 1972, crollò in parte per poi venire completamente distrutto dieci anni dopo al momento dei lavori di scavo del metanodotto algerino. Ricostruito successivamente nello stesso luogo riutilizzando gli stessi materiali, ha un'altezza attuale di circa un paio di metri e un aspetto piuttosto disordinato. Vista la mole e il posizionamento della struttura che esiste da tempo immemorabile, è possibile che questa sia una traccia di un luogo di culto di origine antichissima, forse addirittura preromana, trasformatosi nei secoli in un semplice punto di riferimento usato dai pastori e da chi percorreva il crinale. Evidentemente anche gli antichi vedevano le cime delle montagne come luoghi in cui ci si poteva maggiormente sentire più vicini alla divinità.
La Croce del Pratomagno dal punto di partenza della passeggiata
Chi volesse ripercorrere i nostri passi può scaricare QUI il tracciato gpx del nostro itinerario: qui sotto la mappa del tracciato su tavoletta IGM al 25:000.
Cliccare sull'immagine per ingrandirla

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