domenica 22 settembre 2013

(Di buone intenzioni è lastricata la via per l’) Inferno – Dan Brown

Probabilmente a seguito di una maldigerita lettura di qualche Bignami inglese della Divina Commedia, questa volta Dan Brown ha deciso di applicare il suo schema “alla Codice da Vinci” a un mistery ambientato tra Firenze, Venezia e Istanbul, pieno di organizzazioni segrete, virus mutanti, killer spietati, misteri secolari. Sembra quasi che non sapendo bene quale fosse la trama migliore per il suo libro, Dan Brown abbia preso un po’ di tutto da tutti, creando una sorta di frullato un po’ trash, in alcune parti così improbabile da risultare perfino comico. Applico la pregiudiziale d’ufficio e lo immagino spinto a questo 1) dagli editori più interessati alla cassa che alla qualità 2) dall’idea di unire l’utile all’utile, creando un mistery che portasse quattrini e notorietà anche dalla funzione di “guida turistica” delle città in questione.

Non discuto del fatto che uno scrittore di bestsellers come Dan Brown debba mirare al prodotto di massa per le masse, e quindi – in generale – a libri che non brillano per l’originalità della trama e la qualità della scrittura. Però in questo caso mi sembra che si sia mancato anche il minimo obiettivo di un prodotto popolare ma decoroso.

Si sa che di buone intenzioni è lastricata la via per l’Inferno, e mai come in questo caso un detto popolare ha colto nel segno. La trama è insulsa, il mistero è ben poco misterioso, la stessa parte “turistica” è piena di luoghi comuni e imprecisioni; quanto ai personaggi, lasciamo stare. Definirli “stereotipati” sarebbe già un complimento. Anche Langdon, il protagonista, sembra se possibile ancora più legnoso che nelle opere precedenti. 

In poche parole “che noia che barba che barba che noia”, per di più pagata a caro prezzo: il libro rilegato costa 25 Euro. E non li vale affatto.

INFERNO
DAN BROWN
Cop. Dura 522 Pagine
ISBN-13: 9788804631446
Editore: Mondadori

venerdì 20 settembre 2013

Murales a New York lungo la High Line

Passeggiando lungo la High Line, un parco urbano realizzato sulla sede di una vecchia ferrovia sopraelevata degli anni Trenta del Novecento, la West Side Line, si colgono diversi scorci inconsueti e talvolta affascinanti del paesaggio urbano di Manhattan.

Qui si vede una rivisitazione in chiave spray-art del famoso bacio tra il marinaio e l'infermiera scattato a Times Square da Alfred Eisenstaedt nel 1945 e diventato il simbolo della fine della Seconda Guerra Mondiale.

venerdì 6 settembre 2013

New York, 9/11 Memorial, con una poesia di Giuseppe Ungaretti

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato

Giuseppe Ungaretti