lunedì 19 novembre 2012

Menti Criminali - James Ellroy e altri

Immagine di Menti criminali

Il Bene e il Male

Augias presenta una serie di “casi” criminali narrati da vari autori di genere, ciascuno a suo modo, con un linguaggio diretto, giornalistico, in qualche momento forse vagamente compiaciuto di saper narrare appropriatamente questo elenco di orrori. Senza peraltro mai arrivare allo sfruttamento della truculenza fatto dall’industria nostrana dell’informazione, che sfrutta la cronaca nera solo per fini di grancassa - e soprattutto - di cassa.

Se qualcosa possiamo imparare da questi casi è che non sempre le cose sono come sembrano, che anche la migliore delle intenzioni può essere viziata dall’imponderabilità, e che il Male compenetra ogni aspetto della nostra esistenza in modo tale che è pressoché impossibile separarlo dal Bene. 

MENTI CRIMINALI
JAMES ELLROY
Cop.Rigida 290 Pagine
ISBN-13: 9788806205317
Editore: Einaudi

sabato 17 novembre 2012

I Sonnambuli - Paul Grossman


Thriller avvincente? Magari...

L’idea dell’investigatore ebreo nella Germania hitleriana del 1932 era sicuramente interessante; per certi versi mi rammentava Fatherland di Thomas Harris.

Il confronto però è largamente deficitario, con un racconto didascalico in cui i protagonisti della Storia appaiono come figurine esplicative nei momenti topici e una trama prevedibile e scontata che diventa persino noiosa, malgrado gli inseguimenti più o meno frenetici (probabilmente un pallino tutto americano quello dei cattivi che inseguono il “buono” usando una pletora di mezzi di trasporto; qui si va dalla barca, al tram, all’automobile, alla S-Bahn alle gambe…). Anche la “liaison” tra l’investigatore e la prostituta riesuma tutta una serie di clichés, non ultimo quello che alla signorina non dispiace essere picchiata.

Alla fine anche l’incendio del Reichstag che distrugge le prove dei crimini dei medici nazisti sembra “telefonato”. Troppo prevedibile in un libro che dovrebbe essere un thriller ma che anziché farti tenere gli occhi aperti te li fa chiudere, e l’unico sonnambulismo che provoca è quello che fa dirigere il lettore verso il proprio letto.


I SONNAMBULI
PAUL GROSSMAN
Cop. Rigida 365 Pagine
ISBN-13: 9788866880035
Editore:Time Crime

lunedì 5 novembre 2012

Milioni di milioni - Marco Malvaldi


Milioni di sbadigli...

Quelli generati in chi è toscano da questo libro.

Perché: tolta un’ironia toscaneggiante sui generis che almeno a me non fa proprio né caldo né freddo, questo “giallo” ha il fascino di una partita a Cluedo e mi sa che la signora Samantha - peraltro già oberata dalla nascita dell'erede Malvaldi - avrebbe fatto meglio a risparmiarsi il “parto” della trama di questo libro, banale e trita come quella di un Harmony. 

Unica differenza con gli Harmony la continuativa incapacità nei rapporti con l’altro sesso del protagonista Piergiorgio, incapace di creare un qualsivoglia legame con la collaboratrice – e deuteragonista – Margherita nemmeno se fosse messo ignudo ed eccitato nel di lei letto, e in tono da questo punto di vista col titolare del BarLume nonché con lo sposato e rotondeggiante Pellegrino Artusi dell’Odore di Chiuso. Mi sa che anche in questo c’entri lo zampino della Samantha…

MILIONI DI MILIONI
MARCO MALVALDI
Brossura 208 Pagine
Edizione: 1
ISBN-13: 9788838927638
Editore: Sellerio (La memoria; 909)

giovedì 1 novembre 2012

Il Medioevo 1. Alto Medioevo. Storia - AA.VV., Umberto Eco (Curatore)


Ricetta per l’ottenimento di una enciclopedia storica estemporanea...
ad uso del volgo incolto & ignorante, che userà i volumi suddetti per riempire buchi negli scaffali delle librerie, colmare vuoti nel pavimento, contrappesare bilance, creare supporti per fioriere, etc. pensando altresì che l'acquisto di questi tomi abbia dato un contributo fondamentale alla propria acculturazione:

1) far scrivere a un personaggio di indubbio richiamo una generica introduzione che presenti concetti banali come indubbie novità e dia l’impressione di fornire ai non iniziati le chiavi della Storia con la S maiuscola;

2) prendere un certo numero di saggi di vari autori, ineguali per linguaggio e trattazione, di diversa portata e dettaglio, accomunati solo dal fatto di essere rimasti a stagionare a lungo in qualche cassetto, centrati solo su qualche evento politico o storico particolare e tutti danti per scontata la conoscenza della storia generale del periodo;

3) dotarli di titoli-coperchio che diano l’impressione di una trattazione omogenea e coordinata;

4) circondarli con tavole a colori, cronologie & tabelle che distolgano l’attenzione del lettore dall’effettiva qualità di ciò che sta leggendo;

5) rilegare in modo falsamente lussuoso e allegarlo a prezzo di saldo a uno dei giornali più venduti.

Et voilà!

IL MEDIOEVO - VOLUME 1°
ALTO MEDIOEVO - STORIA
AA.VV. - UMBERTO ECO (curatore)
Copertina rigida 708 Pagine
Edizione: 1
Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso
Data di pubblicazione: Feb 24, 2009

lunedì 20 agosto 2012

It - Stephen King

So benissimo che è banale definire IT un libro simbolo; probabilmente il migliore di Stephen King che qui sciorina tutto il suo repertorio, creando una figura "mitica" come quella del clown Pennywise, che riesce a oggettivare la stessa idea di Male che noi abbiamo.

Rileggendolo a distanza di parecchi anni l'ho trovato un po' meno coinvolgente, ma credo che sia normale in una storia già letta e interiorizzata. Unica critica, una certa debolezza del finale. Ma in effetti era quasi impossibile mantenere la stessa tensione e la stessa capacità visionaria per tutte le 1238 pagine della narrazione.

IT
STEPHEN KING
Cop. Morbida 1240 Pagine
Editore: Sperling & Kupfer

sabato 30 giugno 2012

Quando la Moneta Muore - Adam Fergusson

Il seme dell'odio
Attratto da un riferimento trovato su di un giornale mi sono fatto mandare questo saggio di Adam Fergusson per capire meglio il fenomeno dell”iperinflazione” tedesca dei primi anni Venti. Per certi versi è un resoconto affascinante, la disgregazione di un mondo visto attraverso la lente dell’economia; per altri motivi invece è una lettura faticosa e disorientante. Pur essendo rivolta a un pubblico non specialistico ed essendo dichiaratamente una trattazione che dovrebbe raccontare "le conseguenze sociali dell’iperinflazione" dà troppe cose per scontate e manca di una serie di dati fondamentali che aiuterebbero il lettore a inquadrare gli avvenimenti nella giusta maniera.

In primo luogo non c’è un quadro storico sintetico che riporti gli eventi principali nel loro susseguirsi ; non c’è un repertorio biografico che racconti “chi sono” e magari anche “chi sono stati” i protagonisti di questa stagione dell’economia; non c’è una spiegazione in termini semplici di cosa siano e a cosa siano dovuti i fenomeni economici che in questo periodo storico assunsero una così dolorosa concretezza.

Ha però il pregio di mostrare – sia pure a tratti, sia pure nebulosamente – vividi squarci della lenta e inesorabile disgregazione che caratterizzò la società degli ex Imperi Centrali dopo la Grande Guerra e che creò il terreno su cui attecchì la mala pianta del nazionalsocialismo hitleriano, evidenziando il fatto che proprio l’atteggiamento delle potenze vincitrici a Versailles fu il seme degli odii e delle rivendicazioni che portarono agli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

QUANDO LA MONETA MUORE
ADAM FERGUSSON
Paperback 342 Pagine 
ISBN-13: 9788854504776
Editore: Neri Pozza

domenica 20 maggio 2012

La soluzione del codice Maya - Michael D. Coe


Altro che il Codice da Vinci!

Ecco un libro che deve sicuramente – e per buona sorte, viene da dire – la sua pubblicazione alla questione della “profezia” Maya sulla fine del mondo prevista per il dicembre 2012. Per fortuna non ha nessuna attinenza con questo genere di sciocchezze, ma rappresenta invece un interessante e ben documentato excursus sulla storia della decifrazione delle iscrizioni Maya dalle origini fino alla situazione attuale, che vede una comprensione quasi completa di questa scrittura così ostica.

Le vicende e le persone coinvolte in questo complesso lavoro sono tratteggiate con bravura e competenza, tant’è che in molte pagine sembra di leggere un romanzo d’avventura, pieno di esploratori intrepidi – dei veri Indiana Jones ante litteram – lanciati a setacciare le foreste impervie e pericolose dell’America Centrale alla ricerca dei resti affascinanti e oscuri dell’antica civiltà Maya.

Su questo sfondo Coe racconta in modo piuttosto chiaro le vicissitudini delle tecniche di decifrazione dei geroglifici Maya, permettendo anche ai profani come me di gettare uno sguardo nella lingua e nel cuore di un popolo da noi lontanissimo nello spazio e ancor più nel tempo.

lunedì 7 maggio 2012

La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta - Andrea Camilleri


Pirandello in sedicesimo

Non mi sono sembrati indimenticabili ma nemmeno mi sono dispiaciuti, questi racconti vigatesi di Camilleri. Vagamente pirandelliani e spesso prevedibili, sciorinano con grazia il loro bestiario di personaggi sempre uguali, che si prendono e si lasciano, si mescolano e si distaccano in una sorta di danza ipnotica che riesce sempre a dare a noi lettori qualche frammento della sua scrittura migliore, che intrattiene e regala squarci di quella Sicilia che solo lui sa dipingere.

Di tutti , insieme a quello che dà il titolo alla raccolta, il migliore mi è sembrato La seduta spiritica.


LA REGINA DI POMERANIA E ALTRE STORIE DI VIGATA
ANDREA CAMILLERI
Cop. Morbida 303 Pagine
ISBN-13: 9788838926419
Editore: Sellerio

domenica 6 maggio 2012

L'invenzione del mare - L'Occidente e il fascino della spiaggia (1750-1840) di Alain Corbin

Immagine di L'invenzione del mare

Una lettura per gli (un)happy few

Questo libro mi ha attratto perché si proponeva di tracciare una storia di quello che si potrebbe descrivere come un cambiamento di mentalità; la lenta trasformazione del modo di guardare ai luoghi del riposo - e alla riva marina in particolare - fino alla nascita di una nuova mitologia, quella della spiaggia come luogo privilegiato della "vacanza", intesa come fuga dalla quotidianità.

In questo senso devo dire che il libro di Corbin offre molti spunti a cui attingere. Ciò nonostante si rivela un saggio di difficile lettura, con innumerevoli rimandi a una vasta bibliografia che sembra servire solo a disperdere l’attenzione del lettore. Anche le fonti a cui Corbin si riferisce, in gran parte di origine francese, rimandano quasi sempre a fatti e realtà che sono piuttosto distanti dalla nostra esperienza.

Ne risulta perciò una prosa difficile, costantemente ramificata in millemila rivoli, che da una nebbia si addentra in una bruma, talmente innamorata della propria fumosità da perdere spesso di vista l’oggetto della narrazione.

Proprio per questo sono costretto a inserire il libro di Corbin nel numero dei saggi dalle buone intenzioni ma dagli scarsi risultati, una lettura riservata solo a un pubblico di (un)happy few.

L'INVENZIONE DEL MARE - L'OCCIDENTE E IL FASCINO DELLA SPIAGGIA (1750-1840)
ALAIN CORBIN
Brossura 368 Pagine
ISBN-13: 9788831753210
Editore: Marsilio

domenica 26 febbraio 2012

Nulla succede per caso - Le coincidenze che cambiano la nostra vita - Robert H. Hopcke

Immagine di Nulla succede per caso
La vita è un racconto

Sono da sempre estimatore di Jung e delle sue teorie psicoanalitiche. Le così dette manifestazioni sincroniche ovvero gli “effetti senza causa” mi hanno dapprima affascinato e anche - in qualche occasione - coinvolto personalmente. Posso dire di esserne stato testimone in diverse occasioni, pur essendo costituzionalmente scettico verso le tematiche “paranormali”.

Robert Hopcke svolge l’attività di psicoterapeuta junghiano in California, e in questo libro presenta le sue idee sulla sincronicità. Per lui gli avvenimenti sincronici sono eventi che si possono definire come “colpi di scena” di una narrazione esistenziale. La vita è un racconto e le coincidenze significative sono i punti di svolta di questa narrazione: noi ne siamo i protagonisti, e solo in occasione di questi eventi percepiamo l’esistenza di una sorta di Narratore, o di una Trama che indirizza le nostre azioni verso un qualche Fine.

C’è da dire che questo punto di vista non viene presentato come derivante da qualche convinzione o esperienza religiosa quanto piuttosto come inconoscibile perché inteso come un evento la cui significanza può essere variamente interpretata, sia ricorrendo ai canoni di una religione (il Dio che ci guida verso una meta e che manifesta in queste occorrenze la Sua presenza), sia utilizzando la terminologia junghiana classica (l’archetipo del Sé che diventa percepibile in queste circostanze), sia infine ricorrendo alla razionalità (la coscienza che occasionalmente riesce a percepire una struttura superiore che la contiene, non trascendente ma piuttosto immanente, connaturata alla realtà che viviamo ma impercettibile ai nostri sensi).

Premesse interessanti ma svolgimento prolisso e scarsamente incisivo: il libro si presenta come una sequenza di casi clinici: alcuni poco significativi, molti piuttosto noiosi, facendo disperdere il suo filo conduttore in mille direzioni, lasciando molti temi in sospeso. Quello che Hopcke aveva da dire poteva essere sintetizzato in non più di 150 pagine senza perdere nulla, rendendo anzi la narrazione più interessante e maggiormente significativa.

Alla fine ci si continua a chiedere “cosa” sia davvero la sincronicità, e se gli eventi privi di causa siano un fantasma della nostra coscienza o semplicemente quella smagliatura nella trama degli eventi che rivelando che “il Re è nudo” ci fa intravedere che la realtà che percepiamo è qualcosa di sottilmente ed essenzialmente falso: un fondale di teatro, un gioco di specchi, un'illusione.

NULLA SUCCEDE PER CASO
ROBERT H. HOPCKE
Paperback 276 Pagine
ISBN-13: 9788804517726
Editore: Mondadori

lunedì 20 febbraio 2012

Notturno Italiano - L'esordio inquieto del Novecento - Lucio Villari


Che noia che barba, che barba che noia. Da un “mostro sacro” della storia come il Villari mi aspettavo molto di più. E invece: un libro che non si sa se sia per specialisti o per profani, pieno di citazioni senza alcun riferimento (e perciò privo di bibliografia: l'ipse dixit per Villari dev'essere la norma) inquadrato per categorie fumose ed ellittiche in cui - per citare Flaiano - "la linea più breve tra A a B è l'arabesco".

Senza contare che – alla fine – svaniti i fumi dell’erudizione e la nuvola di citazioni più o meno appropriate, si finisce per parlare – noiosamente – delle solite cose risapute e stantie. I fatti sono quelli che sono, e non è facendo il gioco delle tre tavolette e raggruppando le carte in categorie arbitrarie dai titoli altisonanti (uno per tutti: “NATURA RIBELLE ED ESTETICA DELLA LIBERTA’”) che si dicono cose nuove o almeno interessanti.

Come dice giustamente un altro commentatore, non sentivamo il bisogno di un altro libro sull’incipit del Novecento che dicesse le stesse cose di tutti gli altri. Per di più in modo fumoso, inutilmente erudito, da professore emerito che si vuole pavoneggiare della propria cultura. Sicuramente il silenzio sarebbe stato un'opzione migliore di un libro così.


NOTTURNO ITALIANO
LUCIO VILLARI
Brossura 192 Pagine
ISBN-13: 9788842097525
Editore: Laterza

martedì 7 febbraio 2012

La (spocchiosa) libreria del Buon Romanzo di Laurence Cossé


Premetto che faccio (anche) il libraio per mestiere e per commentare questo libro non ho potuto fare a meno di partire da una serie di considerazioni di natura economica.


Au Bon Roman è una libreria che – dopo un vincente lancio pubblicitario – vende dalle 700 alle 1000 copie di libri al giorno, senza contare un 10% circa di vendite ad “abbonati” on-line. Se ipotizziamo un prezzo medio per copia di 12 Euro, si tratterebbe di una attività che incasserebbe ogni giorno dai 10 ai 12.000 Euro. Ovvero 260.000 Euro al mese, 2.860.000 Euro all’anno.

Inoltre, per sua stessa impostazione, la gran parte dei libri che vende non sono libri appena usciti. Non sono best-sellers, non sono titoli di cassetta. Sono titoli trascurati e anche fondi di magazzino: libri non più in catalogo trovati a prezzo di favore in depositi specializzati, titoli senza diritto di resa e quindi “in conto assoluto” con sconti già di partenza superiori alla media.

Riepilogando: quasi tutta merce difficile da piazzare, molti fondi di magazzino, niente resa. Ovvero, prodotti di stock; da qui ne conseguono sconti che vanno dal 40% (minimo) a… un tanto al chilo (massimo). Credo di non sbagliare ipotizzando per queste forniture uno sconto medio dal prezzo di vendita intorno al 40-45%, e forse anche di più.

In queste condizioni, Au Bon Roman genererebbe un utile lordo annuo di 1.100.000 – 1.400.000 Euro. Credo che se avessero venduto droga avrebbero guadagnato di meno.

Ciò nonostante il settore librario a detta dell'autrice è un attività ad alto rischio imprenditoriale, dove si lavora più per passione che per guadagno. Infatti la proprietaria della libreria, l’improbabile “italiana” Francesca Aldo-Valbelli, ne finanzia la nascita attingendo alle proprie disponibilità personali, e la mantiene in vita ripianandone le spese in disavanzo. E alla fine del romanzo Ivan detto Van, il gestore dell’impresa, deve affrontare un dissesto di circa 500.000 Euro che lo spinge a rilevare l’attività e a spostarla in un fondo meno prestigioso. Ovviamente indebitandosi. Viene da chiedersi che fine facciano gli utili di cui parlavo poco più su: tralascio di approfondire la cosa per carità cristiana.

Mi direte che Laurence Cossé è una scrittrice e non una contabile. Concordo con voi: ma proprio dalla contabilità spicciola dell’impresa che dà il nome a questo libro si misura in modo tangibile l’incompetenza dell’autrice in questione.

Già si parte da un concetto, quello di “buon romanzo" che è altamente opinabile. “Buon romanzo" in che senso? Nel senso di opera importante per la storia della letteratura, nel senso di opera piacevole per chi lo legge, o nel senso di opera dall’intento pedagogico tesa ad elevare lo spirito dei suoi lettori? In tutte le ipotesi – che non sono peraltro esaustive – credo proprio che non esista un libro che racchiuda al 100% tutte queste qualità. Un “buon” romanzo è per me solo un romanzo che mi è piaciuto; e con tutto il rispetto per l’altrui opinione, non credo proprio che quello che piace a me debba piacere a tutti, e - per converso - che quello che piace alla Cossé debba essere assunto hic et nunc all’Olimpo dei libri.

Quanto alla libreria, mi sembra che non che sia nulla di più di una fantasia consolatoria popolata da personaggi legnosi e stitici (in senso sentimental-letterario) messi senz'arte né parte in una trama evanescente.

Tutto è irreale, nel Buon Romanzo, tutto sembra un fondale di carta ritagliato, piatto e sbiadito: anche le storie d’amore tra Francesca e Van, tra Van e Anis sono astratte, prive del benché minimo fremito di empatia. Senza contare l’assurdità di una narrazione scritta parte in terza persona parte in prima – oltretutto con gli occhi di personaggi di secondo piano – in modo che chi legge a un certo punto non riesce più a capire “chi” sia l’Io narrante.

Eppure Au Bon Roman poteva essere un’idea interessante, sicuramente un mystery degno di nota. Cossé l’ha trasformato in un aborto incentrato su di un’idea snobistica trita e ritrita, quella della Letteratura come materia per pochi eletti che soli possono capire il valore di certe opere: che meno sono conosciute, meno sono comprese dal grande pubblico, e più importanza hanno. Quanto alla massa incolta, deve essere educata, e solo gli iniziati possono farlo…

Insomma, la consueta storia delle Accademie, delle cerchie di sapienti che soli sanno celebrare il gran mistero del Libro. E che giustamente devono lottare contro le insidie e i complotti degli infami servi del Denaro e della Cattiva Letteratura, che si riconosce proprio perché è quella più gettonata, quella che riempie le classifiche di vendita.

Ho sempre pensato che selezione fa un po’ rima con Inquisizione; a me chi vorrebbe decidere cosa devono leggere “gli altri” dà molto fastidio, e Cossé rientra in questa categoria. Senza contare che per tutto il libro ho avuto il retropensiero un po’ maligno di una sorta di “autopromozione” al contrario, della serie “se il mio libro non vende è perché è troppo al di sopra di quelle schifezze che riempiono le classifiche dei best-sellers”. Già. 

La libreria del buon romanzo
Di Laurence Cossé
Paperback, 402 pagine
Editore: E/O
ISBN 9788876419003